Legge sul Corriere delle Alpi la notizia sui cuccioli di orso affidati al sindaco di Cortina e scaturisce con una reazione istintiva di attacco. Un passante ha dichiarato di aver sentito urlare improperi contro la brutale cattività imposta ai plantigradi trasferiti in territorio ampezzano. Armato solo di una radice di kren, ieri un uomo in segno di protesta ha assaltato e poi rapinato una salumeria in via di Cavana. Il malcapitato ha preso il rafano al reparto verdura davanti alla cassa e lo ha nascosto nella tasca del maglione facendo finta di avere una pistola. Si è quindi diretto al banco degli affettati per scagliarsi contro il personale e, in segno di minaccia, ha gridato con un forte accento istro-veneto “...basta Cortina e basta anche con questa barbarie degli uomini contro gli animali!” facendosi consegnare soldi e liquori, prima di darsi alla fuga. Grazie alle immagini del circuito di sorveglianza presente in centro storico, il veicolo utilizzato dal singolare animalista è stato identificato immediatamente: aveva sottratto qualche minuti prima un risciò dai nuovi stalli di Largo Granatieri. Sono ancora ignote le generalità del nostrano animalista fuorilegge.
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venerdì 19 settembre 2014
giovedì 7 agosto 2014
La coppa è vinta
Sebbene sia stata ufficializzata solo in queste ore, l'operazione imprenditoriale risale a quattro mesi fa: era metà marzo quando le produzioni alimentari triestine, dedicate a prosciutti e insaccati misti, Sfreddo, Principe, Masé e Duke, sono state rilevate da parte di una holding mediorientale che ha sede a Doha, grazie ad una corposa operazione finanziaria.
L'intervento della multinazionale del Qatar ha riportato ai vecchi fasti il polo alimentare della provincia, con un lancio di prodotti e insaccati innovativi all'insegna della salute, in grado di soddisfare anche la domanda del mercato islamico e eco-salutista su tutto il territorio nazionale.
L'intervento della multinazionale del Qatar ha riportato ai vecchi fasti il polo alimentare della provincia, con un lancio di prodotti e insaccati innovativi all'insegna della salute, in grado di soddisfare anche la domanda del mercato islamico e eco-salutista su tutto il territorio nazionale.
Grazie all'iniezione di capitali stranieri l'industria e l'occupazione locale ha segnato un colpo di arresto alla crisi del settore che, il progetto di sviluppo mediorientale contribuito anche da fondi comunitari per la ricerca e l'innovazione, sta sperimentando con successo la nuova linea produttiva di insaccati e bolliti senza l'impiego di carni suine e bovine, nel rispetto dei valori della filosofia vegetariana, vegana e salutista e con una virtuosa mediazione tra le diverse culture alimentari presenti sul territorio.
Impostati secondo i protocolli della macellazione halal e il disciplinare per cibi e insaccati vegani, veg-salumi e veg-wurstel, da alcuni mesi il mercato degli alimenti da salumeria triestino è fornito esclusivamente di prodotti a base vegetale, quali amaranto, quinoa, alghe, soia e legumi vari che garantiscono al consumatore la possibilità prevenire le malattie del benessere e il mantenimento della linea. Il tutto sta avvenendo senza rinuncia al tradizionale panino col salame o al “rodoleto de cotto”, spuntini destinati a non sparire dalle nostre tavole ma che sono prodotti con materie prime non animali.
Impostati secondo i protocolli della macellazione halal e il disciplinare per cibi e insaccati vegani, veg-salumi e veg-wurstel, da alcuni mesi il mercato degli alimenti da salumeria triestino è fornito esclusivamente di prodotti a base vegetale, quali amaranto, quinoa, alghe, soia e legumi vari che garantiscono al consumatore la possibilità prevenire le malattie del benessere e il mantenimento della linea. Il tutto sta avvenendo senza rinuncia al tradizionale panino col salame o al “rodoleto de cotto”, spuntini destinati a non sparire dalle nostre tavole ma che sono prodotti con materie prime non animali.
Nel piatto caldaia, accompagnati dai sempiterni capuzzi garbi e patate
in tecja, i wurstel di lupini, il vegan cragno, la porzina di soja e lo
zampone di seitan, hanno preso il posto delle pingui e spesso
indigeribili frattaglie e cotenne ormai superate e definitivamente
sostituite, senza destare clamori nè rimpianti per le carni suine e i
prosciutti friulani, spagnoli e dalmati.
La novità è stata accolta con entusiasmo anche nei numerosi buffet triestini, la cui offerta - immediatamente presa d'assalto dalla comunità di impronta islamica - si è adeguata al nuovo corso produttivo con proposte culinarie sempre adatte alla gola della tradizionale clientela. Questo il commento di un frequentatore abituale di una nota tavola calda di Trieste: "Non se ne è acccorto quasi nessuno, ma qualche lieve cambiamento c'è stato. Ora il cotechino sa di cicoria cruda e la luganiga è un macinato di rapa e soncino però, anche se spendo un pò di più per i miei due figli animalisti che adesso pranzano fissi qui a spese mie, digerisco subito e ho il colesterolo come un dodicenne, inoltre sto imparando l'urdu da Amin, un vicino di tavolo con cui abbiamo socializzato da qualche tempo".
La novità è stata accolta con entusiasmo anche nei numerosi buffet triestini, la cui offerta - immediatamente presa d'assalto dalla comunità di impronta islamica - si è adeguata al nuovo corso produttivo con proposte culinarie sempre adatte alla gola della tradizionale clientela. Questo il commento di un frequentatore abituale di una nota tavola calda di Trieste: "Non se ne è acccorto quasi nessuno, ma qualche lieve cambiamento c'è stato. Ora il cotechino sa di cicoria cruda e la luganiga è un macinato di rapa e soncino però, anche se spendo un pò di più per i miei due figli animalisti che adesso pranzano fissi qui a spese mie, digerisco subito e ho il colesterolo come un dodicenne, inoltre sto imparando l'urdu da Amin, un vicino di tavolo con cui abbiamo socializzato da qualche tempo".
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