Nella tarda serata di ieri la legge del contrappasso ha dato prova della sua implacabile universalità, quando il destino ha voluto che si incrociassero le strade del nostro direttore e quella del Tram di Opicina, tanto spesso oggetto delle nostre attenzioni. Comprensibilmente, l’impatto ha avuto un esito favorevole al Tram, inducendo Centurione a riparare in idonee strutture di soccorso.
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venerdì 18 dicembre 2015
Il Tram di Opicina centra il direttore di bora.qua
mercoledì 1 luglio 2015
I guasti del tram di Opicina quotati dagli allibratori di Londra
A Londra si può scommettere su tutto. Dalle competizioni sportive alle elezioni politiche, dall'esito di un conclave ai nomi dei rampolli reali. Da ieri, grazie all’amatissimo Tram di Opicina, Trieste è entrata a pieno titolo nel pacchetto di una delle più prestigiose case di scommesse online. Cliccando sul sito www.guessitalybet.uk sarà possibile scommettere sui possibili guasti del tram e sulla durata dell’interruzione del servizio. Qualche esempio: un guasto entro una settimana dalla giocata con interruzione di mezza giornata è quotato 2,5, mentre un guasto entro sessanta giorni con blocco di 48 ore è dato a 3,75. Sconsigliamo di giocare un guasto entro l’anno con interruzione di un giorno: è quotato 1,1. Il tram di Opicina è sempre di più il simbolo mondiale della nostra meravigliosa città e l’orgoglio di tutti noi.
sabato 13 giugno 2015
I cinghiali bloccano il tram di Opicina
Mentre sulla pagina facebook del quotidiano Il Piccolo ferve il dibattito fra i favorevoli ed i contrari al piano di abbattimento dei cinghiali che popolano i quartieri periferici di Trieste, è proprio la comunità dei suini selvatici a prendere posizione contro la Provincia. Con un durissimo comunicato, il direttivo provinciale della fauna suino-selvatica ha fatto sapere che se gli abbattimenti dovessero continuare, Trieste dovrà affrontare forme di protesta estreme, prima fra tutte il blocco del tram di Opicina. “Ci distenderemo a centinaia sui binari, e voglio vedere come la prenderà la cittadinanza”, ha grugnito il carismatico “Mahatma”, un maschio adulto di quasi centotrenta chilogrammi unanimemente riconosciuto come portavoce dall’intera popolazione selvatica. Ad inasprire la vertenza ha contribuito l’intransigenza del sindaco Cosolini il quale, dopo essersi ripetutamente rifiutato di incontrare una delegazione suina, ha sì accondisceso ad un colloquio, presentandosi però con un tovagliolo legato al collo e con le posate in mano. Una provocazione che ha imbestialito (si fa per dire) il solitamente pacato Mahatma, che da quel momento ha sposato la linea dura dei più giovani membri del direttivo. La situazione sembra senza sbocchi e nei palazzi del potere si seguono gli sviluppi con ansia e preoccupazione. Come reagirà la cittadinanza davanti alla protesta annunciata? La maggioranza dei triestini non può rinunciare al simpatico ed amato tram, ma anche la comunità animalista è folta ed agguerrita, quindi potremmo assistere ad un conflitto trasversale: tramvisti contro cinghialisti. Di una cosa i partiti locali sono certi: dopo vent’anni di divisioni sulla Ferriera, la campagna elettorale del 2016 si deciderà sulla sorte dei cinghiali e del tram.
venerdì 1 agosto 2014
Le profezie di bora.qua
Cari lettori di bora.qua, torniamo alla questione del Tram
di Opicina. Il quotidiano cittadino oggi ci racconta tante cose:
In particolare leggiamo:
Il sindaco Roberto
Cosolini non digerisce le dichiarazioni dell’amministratore delegato Cosimo
Paparo e del presidente Giovanni Longo che, pur assumendosi «la responsabilità»
almeno per i guasti elettronici, addebitano la figuraccia anche alle 10mila
firme raccolte per il ritorno del servizio.
E più sotto:
La cronistoria è nota:
due anni di stop, milioni di euro investiti (11 nell’ultimo decennio) i primi
guai durante l’inaugurazione in pompa magna dell’11 luglio, le false partenze
dei giorni successivi e il doppio guasto di sabato scorso: quello
all’elettronica e quello della fuoriuscita delle funi dai rulli. Il più diabolico
dei guastafeste non avrebbe potuto vaticinare peggio.
Ma guardate cosa scrivevamo noi di bora.qua il 10 luglio:
Occhio alle date: il 10 luglio, alla vigilia della
disastrosa “inaugurazione”, bora.qua sapeva già che la colpa della storica figuraccia sarebbe ricaduta
sui lettori del Piccolo.
Bora.qua: “Le notizie su Trieste che nessuno vi darà mai.”
venerdì 18 luglio 2014
Tram di Opicina: sagome al posto dei passeggeri
I test dei tecnici di Trieste Trasporti non lasciano dubbi:
ripristinare le corse del tram di Opicina è impossibile, i problemi di trazione
sono strutturali e la vettura non è più in grado di mantenere una velocità
accettabile a pieno carico. Dopo una spesa di oltre un milione di euro a carico
della collettività, il Comune si vede costretto a chiudere la tramvia più amata dai
triestini. Un epilogo inaccettabile, cui si sta pensando di trovare un rimedio,
per quanto precario e fantasioso. L’idea è di mutuare la soluzione adottata per
gli spalti cronicamente deserti dello stadio Rocco, sui quali sono state
sistemate le sagome di plastica di inesistenti spettatori. In fondo la città è
legata al tram per ragioni sentimentali, non certo per un uso effettivo. Ecco
quindi che sulle vetture verranno collocate leggerissime sagome di polistirolo
di inesistenti passeggeri, ed il tram potrà salire le rampe senza difficoltà:
tutti saranno felici di vederlo partire fischiando e, inoltre, nessuno
lamenterà più eventuali ritardi.
giovedì 10 luglio 2014
Firmano per il Tram de Opcina: arriva il conto da pagare
Brutta sorpresa per i quasi diecimila triestini che hanno firmato la petizione online de Il Piccolo per la riattivazione della linea tramviaria da Piazza Oberdan a Opicina. Sono in partenza dagli uffici di Esatto di Piazza Sansovino i bollettini di pagamento per i lavori di recupero svolti dal Comune, e per ciasuno dei sottoscrittori l'importo è di circa centoventi euro, per l'esattezza 118,42. A tale somma sono giunti gli uffici comunali dividendo il costo complessivo dell'opera (un milione e centocinquantamila euro circa) per il numero dei sottoscrittori: 9711. Gli uffici comunali di stato civile e anagrafe li hanno individuati uno ad uno leggendo l'elenco sul giornale cittadino e, pur non escludendo casi di omonimia che si ritengono trascurabili, ne hanno inviato i nominativi ad Esatto che ha dato avvio alla procedura di recupero del credito.
I primi a ricevere il bollettino manifestano stupore: "non potevo immaginare che firmando la petizione online del Piccolo avrei dovuto sborsare una somma simile", dice sconcertata A.G., residente a Scorcola, "chiederò spiegazioni direttamente al Sindaco!" Non si esclude l'intervento degli avvocati e già in molti si sono fatti avanti per contestare la procedura. Imbarazzo anche nella redazione de Il Piccolo, che declina ogni responsabilità. Un vicedirettore che ci chiede di rimanere anonimo ammette a denti stretti: "qui facciamo tutto a cazzo, se qualcuno ci prende sul serio peggio per lui".
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