domenica 16 novembre 2014

Nuova bufera su Furlanic

“Quando ero bambino capitava anche a me di sentirmi domandare  <vuoi più bene al papà o alla mamma?>. E io rispondevo senza indugio: alla mamma”. Queste le parole che il quotidiano Primorski dnevnik attribuisce a Iztok Furlanic, presidente del consiglio comunale di Trieste, riportate in una lunga intervista-sfogo apparsa sul numero di oggi, a pochi giorni dal dibattito e dal voto che avrebbe potuto sancire la sua decadenza.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. “Furlanic non perde occasione per dare prova della sua inadeguatezza” tuona Forza Italia per bocca di un suo autorevolissimo esponente, che prosegue: “con l’ultima uscita abbiamo toccato il fondo. Ci domandiamo se il presidente di tutti i triestini fa colazione con il biberon.” Ancor più dura Un’Altra Trieste: “Furlanic ribadisce il mammonismo della sinistra ideologica slovena, portatrice di un coacervo di ideologie vetuste e superate assolutamente inconciliabili con la natura temprata e maschia della cittadinanza.” Unanime l’appello delle opposizioni al sindaco, riassunto in una breve nota scritta ove si legge: “Chiediamo al primo cittadino di prendere posizione contro il mammonismo di Furlanic, onde evitare che Trieste divenga lo zimbello dell’Italia intera. Se ciò non accadrà, verremo additati come i cittadini più mammoni e piagnoni della nazione e questo, porco cane, non è bello”.

lunedì 20 ottobre 2014

I Privé sloveni contro il Pd triestino

Nella sua battaglia per la traduzione simultanea in lingua slovena delle sedute del Consiglio comunale, il presidente Furlanic sembrava rimasto solo. Le reazioni dei vertici del pd locale lo avevano messo in un angolo. Ma ecco che, inattesa, arriva una ferma presa di posizione dei gestori dei numerosi night club della fascia confinaria. Il titolare di un frequentatissimo centro benessere sito a due chilometri dal confine, ce ne sintetizza il contenuto: “gli italiani di Trieste, quando sono a casa loro, con le loro mogli, ragionano come se gli sloveni non esistessero. Ma dopo cena vengono a rilassarsi fra le braccia delle nostre ragazze slovene; nei nostri locali, gestiti da noi sloveni. E’ troppo comodo, e anche ipocrita, chiamarci “sciavi de merda” di giorno, per farsi belli con le mogli, e poi correre qui da noi di notte a farsi consolare. Se il Consiglio comunale non si adeguerà all’uso dello sloveno, applicheremo un sovrapprezzo alle prestazioni per i triestini. Cominceremo con un 10% per poi salire: 20%, 30% e via così, fino a raddoppiarlo. I tanti triestini, e fra questi molti politici, che vengono da noi la sera cambieranno idea”. Ma davvero i politici triestini, i consiglieri comunali e regionali, frequentano i privé d’oltreconfine? Il nostro interlocutore si allarga in un sorriso.

giovedì 9 ottobre 2014

Segnaletica in friulano uccide un turista tedesco

Drammatico incidente alle porte di Udine.

R.K., un turista tedesco in viaggio verso Trieste, è erroneamente uscito dall’autostrada e si è smarrito per le strade a nord del capoluogo friulano. Come ha raccontato la moglie che viaggiava con lui, ha tentato di orientarsi con navigatore e mappe stradali, sulle quali ha cercato disperatamente la località VIGNESIE, che compare sulle indicazioni stradali ad ogni incrocio. Non trovandola sulle carte è stato preso dal panico e proprio per questo ha perso il controllo dell’auto, andando a schiantarsi contro il guard-rail. Inutili i soccorsi: l'uomo è deceduto poco dopo, mentre la moglie se la caverà in trenta giorni. 

L’episodio ha suscitato clamore in Germania e l’ambasciata tedesca ha chiesto spiegazioni al governo italiano. In una breve nota, Palazzo Chigi ha replicato che le indicazioni in friulano sono state posizionate per valorizzare la cultura locale. Una riposta che, a quanto trapela, ha fatto imbufalire Berlino, tanto che Angela Merkel in persona avrebbe telefonato a Napolitano, formulando una tanto lapidaria quanto incontestabile censura: “le indicazioni stradali servono a chi viaggia, non a chi risiede”.

lunedì 6 ottobre 2014

“Ribattezzare piazza Unità”

La toponomastica triestina proprio non va giù al vulcanico ed amatissimo ex amministratore del locale centrodestra, che si sfoga con bora.qua: “Adesso che il quotidiano l’Unità è fallito, non ha più senso intitolargli la principale piazza della città. E’ vero che i comunisti hanno governato Trieste per duecento anni [testuale, NdR], ed i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti, ma abbiamo definitivamente voltato pagina”. E che nome dovremmo darle allora? “Penso che sia giusto darle il nome di un ex sindaco, uno che ha segnato una svolta, non so.., ci si dovrebbe pensare,.. veda lei chi... ” Va bene, va bene, abbiamo capito.

domenica 5 ottobre 2014

Il Rossetti diventerà un parcheggio coperto

La cronica mancanza di aree di sosta a ridosso di viale XX settembre sembra destinata ad avere finalmente una soluzione definitiva. Il declassamento del Politeama Rossetti a teatro di seconda categoria non potrà che avere come conseguenza la sua chiusura definitiva, con la migrazione della programmazione di prosa in altra sede ovvero con la sua totale soppressione. Ecco quindi che il Comune di Trieste, sull’esempio di quanto avvenuto per l’ex cinema Capitol, per l’ex Teatro Filodrammatico e per molti altri palazzi storici cittadini, sta progettando di trasformare il teatro in un parcheggio coperto, una gigantesca autorimessa ad uso dei residenti del Viale. Per ragioni di tutela architettonica l’aspetto esterno dello stabile non cambierà, mentre resta incertezza sulla ridefinizione degli spazi interni. I progettisti pensano di inserire nel vano platea sei piani di parcheggio, ma questa soluzione potrebbe non superare il vaglio della Sovrintendenza che, pur consentendo il cambio di destinazione d’uso, sarebbe intenzionata a vietare modifiche drastiche dell’edificio. Probabile quindi che anche l’interno mantenga la struttura attuale, con le auto ordinatamente parcheggiate in platea e sui palchi, l’accesso ai quali dovrà essere adeguato al passo delle autovetture.

martedì 30 settembre 2014

Un tram chiamato desiderio. Che funzioni sempre.

News su Trieste: altro che Amazon e Google, il capoluogo di regione supera di gran lunga la new-economy 2.0.
Attraverso la società del trasporto pubblico urbano, allo storico Tram de Opcina è stato affiancato un servizio di traino con l'utilizzo di droni automatizzati, per evitare ulteriori guasti e interruzioni alla linea di trasporto.
Si tratta di automi dalle sembianze di gabbiano, come uno dei tanti volatili che vediamo nel cielo cittadino; essi sono stati posizionati sopra lo storico convoglio e lo guideranno nel tragitto urbano, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza.
"La spesa prevista è piuttosto importante", ci ha confessato un dirigente molto vicino ai vertici della municipalizzata "tuttavia si tratta di un costo che non graverà sull'utenza poichè abbiamo trovato adeguate coperture, con una revisione della spesa che ha comportato un taglio del 99% ai compensi per il management e agli emolumenti di presidenza e consiglieri in carica. Meglio per il drone che a quelli lì, no?" chiosando con un sorriso, prima di salutarci. Finalmente una buona notizia.

venerdì 19 settembre 2014

Que viva Sappada

Legge sul Corriere delle Alpi la notizia sui cuccioli di orso affidati al sindaco di Cortina e scaturisce con una reazione istintiva di attacco. Un passante ha dichiarato di aver sentito urlare improperi contro la brutale cattività imposta ai plantigradi trasferiti in territorio ampezzano. Armato solo di una radice di kren, ieri un uomo in segno di protesta ha assaltato e poi rapinato una salumeria in via di Cavana. Il malcapitato ha preso il rafano al reparto verdura davanti alla cassa e lo ha nascosto nella tasca del maglione facendo finta di avere una pistola. Si è quindi diretto al banco degli affettati per scagliarsi contro il personale e, in segno di minaccia, ha gridato con un forte accento istro-veneto “...basta Cortina e basta anche con questa barbarie degli uomini contro gli animali!” facendosi consegnare soldi e liquori, prima di darsi alla fuga. Grazie alle immagini del circuito di sorveglianza presente in centro storico, il veicolo utilizzato dal singolare animalista è stato identificato immediatamente: aveva sottratto qualche minuti prima un risciò dai nuovi stalli di Largo Granatieri. Sono ancora ignote le generalità del nostrano animalista fuorilegge.

giovedì 4 settembre 2014

Il Faro della vittoria testimonial del preservativi Axel

L’idea di coprire un obelisco con un gigantesco preservativo non è nuova (si vedano le campagne anti Aids), così come non è una novità il recupero “sponsorizzato” di un monumento storico (si pensi al Colosseo). Ma è del tutto originale il progetto che riguarda il Faro della Vittoria di Strada del Friuli. La multinazionale Axel, leader mondiale nella produzione di profilattici, si accollerà interamente gli oneri di restauro del monumento in cambio del suo sfruttamento a fini pubblicitari. Una volta terminati i lavori, il faro verrà rivestito da un gigantesco preservativo rosa recante il marchio Axel: una forma di rèclame senza dubbio di forte impatto. Ne abbiamo parlato con il responsabile comunicazioni esterne di Axel Europa, Karl Heinz Kaltzenkholer.
Perché proprio il Faro della Vittoria di Trieste?
Per sua klande imponenza e dominanza su territorio circostante. La gigantesca figura del Faro ed il glande terrazzo circolare gli conferiscono ..
Va bene, va bene, abbiamo capito. L’istallazione si comporrà della sola copertura?
Pensiamo anche di porre alla base del faro due mongolfiere ancorate al suolo che rafforzeranno l’idea di..
Sì, sì, abbiamo capito… Due mongolfiere? A Trieste?
Sappiamo del problema di vento che avete voi lì, questo vento che chiamate …
B o r a .. si chiama b o r a ..
Ecco sì. Ma troveremo soluzione.. l’opportunità di usare il Faro della Vittoria era troppo importante perché  ha sulla cima sferica questa figura slanciata verso l’alto che aggiunge un elemento dinamico e realistico che…
STOP! Abbiamo capito.


domenica 31 agosto 2014

Il presidente di “Sopra Tutto Trieste” mangia il frico e muore

L’avversione dei triestini per il Friuli è risaputa, ma nella serata di ieri ha trovato una conferma paradossale e purtroppo tragica. Lo sfortunato protagonista è F.T., membro di una famiglia che mena vanto d’esser triestina da dieci generazioni e presidente dell’associazione “Sopra Tutto Trieste”, dedita alla conservazione dei tipici valori giuliani e nemica storica del “Fogolar furlan”. F.T. era ospite a cena a casa di amici e, terminata la seconda portata, ha domandato: “Ottimo, cos’era?” “Frico”, ha risposto la padrona di casa, “preparato secondo la tradizionale ricetta carnica”. A queste parole F.T. è prima sbiancato e poi diventato cianotico; quindi è crollato al suolo in preda alle convulsioni. Gli amici e commensali si sono immediatamente resi conto che la sua totale avversione per tutto quello che è friulano era la causa del malore ed hanno avvertito il 118. I sanitari sono intervenuti tempestivamente, ma purtroppo non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

sabato 30 agosto 2014

Chiamano "mulo" un turista romano. Querelati


Cossa ghe dago al mulo?” Un giovane turista romano seduto in un bar del centro, e forse digiuno dell’idioma locale, si è sentito apostrofare con queste parole dal cameriere venuto a servirlo. Indispettito per essere stato assimilato ad un quadrupede (secondo la vulgata non particolarmente acuto), ha chiesto spiegazioni ed invocato l’intervento del titolare, sentendosi però ribadire che per tutti i presenti, come per qualsiasi cameriere di qualsiasi bar, lui è un mulo come tutti gli altri e come tale va appellato. Inesperto di dialetti, ma evidentemente non di diritto, il giovane si è recato in una stazione dei Carabinieri ed ha sporto formale querela per ingiuria.

venerdì 29 agosto 2014

Le profezie di bora.qua: il Salone degli Incanti torna ad essere una pescheria


La foto che vedete mostra la giornata di mercoledì scorso, 27 agosto, al Salotto Vienna, la kermesse in corso presso il Salone degli Incanti (ex Pescheria) di Riva Nazario Sauro.

Nessuna sorpresa per noi di bora.qua, che il 10 luglio scorso esordimmo con una delle nostre prime notizie: Il Salone degli Incanti diventerà una pescheria.

Bora.qua: le notizie su Trieste che nessuno vi darà mai.

Inneggia alla “sposa bagnata sposa fortunata” e affonda il battello del pranzo nuziale

G.M. e T.R., due giovani triestini fidanzati da lungo tempo, volevano un banchetto di nozze davvero originale ed a tal fine avevano noleggiato un battello su cui offire il banchetto di nozze. Celebrata la cerimonia in piazza Unità, sposi ed invitati sono saliti a bordo dal molo Audace, per intraprendere una mini crociera fino a Duino durante la quale consumare il pranzo nuziale. Grazie alla splendida giornata di sole, tutto è scorso in letizia fino all’altezza di Grignano, quando uno degli invitati ha lanciato il tradizionale motto “sposa bagnata, sposa fortunata!” e, detto fatto, è sceso sottocoperta con un’accetta ed ha aperto nella fiancata del battello una falla di un metro per due. Sconcerto e panico generale. In meno di mezz’ora l’imbarcazione è colata a picco, mentre la folla degli invitati si metteva in salvo gettandosi in acqua ed aggrappandosi alle scialuppe.
Fortunatamente tutti i partecipanti sono giunti a riva sani e salvi, compresa la coppia degli sposi. Incolumi e fradici. Saranno fortunati? 

giovedì 28 agosto 2014

L’assessore Rivoli fa causa a se stesso

Aspettare l’udienza preliminare per decidere sulle dimissioni dell’assessore Rivoli. E’ questa la linea adottata dalla giunta, ma potrebbero volerci molti mesi. Ecco allora che il difensore di Rivoli, l’avvocato J&B, ha studiato una strategia alternativa che ci illustra egli stesso: “Poiché l’accusa è di truffa nella gestione dei fondi erogati dall’assessorato retto dallo stesso Rivoli, questi risulta essere al tempo stesso truffatore e truffato. Ecco quindi la soluzione: Rivoli, nella veste di assessore, citerà in giudizio lo stesso Rivoli, nella veste di rappresentante legale dell’associazione S-vitati, al fine di ottenere la riparazione del danno cagionato. Se il Tribunale darà ragione al Rivoli assessore (Rivoli A), l’associazione S-vitati risarcirà l'ente, e Rivoli verrà riabilitato avendo ottenuto il ristoro del danno. Se, al contrario, sarà il Rivoli privato cittadino (Rivoli B) a vincere la causa, allora vorrà dire che la condotta era perfettamente legittima e la riabilitazione sarà automatica. In entrambi i casi Rivoli avrà pieno diritto a rimanere in carica. Io, ovviamente, assisterò sia Rivoli A che Rivoli B”.

Abbiamo chiesto alcuni chiarimenti.
b.q.: Ma la sua posizione di difensore comune alle due parti non configura un certo qual conflitto di interessi?
J&B: Assolutamente no. Ho già attrezzato lo studio con due scrivanie e due computer: alla scrivania A preparerò gli atti per Rivoli A, alla scrivania B quelli per Rivoli B. Inoltre mi avvarrò di due distinti collaboratori associati al mio studio, l’avvocato A e l’avvocato B, cui ho dato ordine di non rivolgersi la parola e che cureranno rispettivamente le parti A e B. La nostra professionalità garantirà un corso ineccepibile della causa.
b.q.: E se il giudice dovesse rimettere la questione ad un arbitrato o ad un tentativo di conciliazione?
J&B: Mi proporrò personalmente come arbitro o come mediatore.
b.q.: Qualcuno potrebbe obiettare che in questo modo l’avvocato è sicuro di incassare l’onorario senza faticare.
J&B: E qual è la differenza da tutte le altre cause?